E' la più grande e la più antica fra le biblioteche comunali. Biblioteca generale di pubblica lettura, mette a disposizione dei cittadini materiale idoneo a fornire su tutte le discipline un primo orientamento ed informazione La Biblioteca possiede oltre 63.000 volumi ed un settore di quasi 400 Cd-rom.
Patrimonio
Sezione a scaffale aperto: tra le raccolte, da segnalare una consistente collezione di biografie, di memorialistica sulle due guerre mondiali e di opere sulle origini del fascismo, queste ultime acquisite attorno agli anni ’80. Fondi specifici ricevuti a seguito di donazioni (es. Dono Gianni Cavazzini) documentano in particolare l’evoluzione della storia e della critica d’arte.
Della sezione fanno parte una ricca Sezione cartografica locale e nazionale: piante di città italiane, carte stradali, carte dei sentieri, carte per itinerari ed escursioni, carte satellitari, carte topografiche della Regione Emilia Romagna, carte relative al territorio parmense e ai territori limitrofi.
Importante e consistente la Sezione di documentazione locale che, pur non essendo incrementata attraverso il diritto di stampa, offre una completa documentazione degli studi relativi al territorio cittadino e provinciale insieme ad un ricco fondo di opuscoli parmensi pubblicati a partire dal sec. XIX.
Sezione di conservazione. Vi si possono distinguere due filoni di sviluppo: uno costituito da esemplari di opere moderne, già presenti nella Sezione di documentazione locale, normalmente riservate alla sola consultazione.
L’altro, che rappresenta il nucleo storico della biblioteca, trae origine dalla Biblioteca dell’Archivio Storico Comunale e dalla Biblioteca Popolare. Mentre la Biblioteca dell’Archivio, è caratterizzata sia da opere che coerentemente con il suo ruolo e la sua funzione di biblioteca d’archivio, riguardano soprattutto la storia cittadina, sia da un insieme di pezzi non caratterizzati da coerenza interna, ma semplicemente confluiti da diversi uffici comunali, la Biblioteca popolare si caratterizza per la presenza di testi di carattere didattico di economia, scienza e tecnica, storia e geografia, scienze sociali, letteratura. Essi costituiscono quanto rimasto dalle raccolte della Biblioteca popolare, nata nel 1870 su iniziativa della Società parmense per l’istruzione popolare gratuita e acquisita dalla Comunale nel 1912. Sui circa 1.500 volumi entrati, tra il 1937 e il 1938 venne operato un notevole intervento di selezione e scarto ispirato ad isolare ed eliminare i libri politicamente scorretti, quali opere di orientamento repubblicano e antifascista. Accanto a questi, vennero scorporati dalle raccolte i libri di amena lettura, finalizzando l’intervento alla creazione di un Dopolavoro Provinciale, sorta di biblioteca di lettura provinciale per le classi subalterne. Dei 1.500 volumi iniziali, ne restano oggi circa 600 di cui alcune centinaia appartenenti alla Società per l’istruzione gratuita popolare dei maschi, costituenti la parte educativa della vecchia biblioteca legata alla trasmissione di valori patriottici e all’educazione popolare in genere.