“5,7 km di grida nel silenzio” è il nome di un progetto tessile collettivo nato per commemorare gli oltre 20.000 bambini palestinesi uccisi a Gaza. L’iniziativa ha visto l’adesione di centinaia di volontari provenienti da tutta Italia – tra artisti, artigiani tessili, associazioni, collettivi e cittadini – che hanno scelto di unirsi in un’azione di testimonianza.
È un’opera di memoria collettiva, frutto di una partecipazione così ampia da essere difficile da quantificare, che intende farsi simbolo tangibile di un lutto universale. Il nastro 5,7 km di grida nel silenzio, simbolo di pace e resistenza non violenta.
L'installazione è stata ideata da Cristina Pedrocco e Elena Gradara ed è promossa da Casa della Pace, Comune di Parma e Biblioteche del Comune di Parma in collaborazione con Comunità Palestine di Parma. La mostra sarà aperta dall’1 al 7 aprile presso l’Oratorio Novo della Biblioteca Civica. Dall’1 al 4 aprile gli orari di apertura saranno dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, mentre il 7 aprile sarà possibile visitarla solo dalle 10 alle 13.
Un nome è identità: ci distingue, dice “eccomi, sono io”. Un nome è riconoscimento: quando qualcuno ti chiama, tu esisti. Un nome è memoria: quando resta, tiene viva la traccia di una vita. Un nome è storia: custodisce radici, origini, legami. E un nome è presenza: anche dopo la morte, pronunciarlo significa riportare qualcuno nel mondo.
Il progetto punta a crescere, coinvolgendo sempre più persone e realtà locali per portare il nastro nel maggior numero di piazze possibili, amplificando così il suo messaggio di pace e testimonianza civile. Questo progetto nasce dalla consapevolezza che non è possibile chiudere gli occhi.
L’arte, quando si origina dal dolore e dalla partecipazione, diventa un linguaggio di resistenza
L’inaugurazione si svolgerà mercoledì 1 aprile dalle ore 17.00 con saluti istituzionali di Assessora Caterina Bonetti, Presidente di Casa della Pace Emilio Rossi e rappresentante della Comunità Palestinese Shihadeh Abder Razzaq, detto “Abed”. L’evento verrà accompagnato dalle musiche di Enrico Contini al violoncello.