In occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita di Dario Fo (1926-2026), la Biblioteca Civica ospita un laboratorio teatrale, aperto sia a chi vuole provare a salire sul palco che a chi vuole solamente assistere.
Lunedì 27 aprile alle ore 15:30 in Oratorio Novo, protagonista sarà l'attore Mario Pirovano, e chi parteciperà attivamente sperimenterà la possibilità di cimentarsi, di misurarsi, con l’attore, in alcune scene memorabili tratte da Lo Santo Jullàre Francesco e altri spettacoli di Dario Fo.
Il laboratorio intende presentare le numerose possibilità del poter fare teatro con il solo “costume” del proprio corpo. Naturalmente il corpo non è qualcosa di astratto ma è una “macchina”, uno strumento imprescindibile, se si vuole fare il teatro, oppure se si preferisce “giocare il teatro”. È talmente vero, che si può recitare senza parole, solo attraverso la gestualità. E che dire della “potenza della voce”, riuscire ad emettere suoni, che trasmettono sensazioni, reazioni, anche con parole che sembrano incomprensibili, ma che unite al gesto, alla mobilità facciale, passando per lo sguardo, gli occhi, diventano insomma una lingua nella lingua. Appunto la lingua del teatro è universale.
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Mario Pirovano è nato nel 1950 in un comune della campagna milanese. Negli anni Settanta si trasferisce a Londra, dove svolge diversi lavori fino al 1983, quando conosce Dario Fo e Franca Rame. L’incontro cambia la sua vita. Si unisce alla compagnia e ricopre i ruoli di traduttore, comparsa, aiuto elettricista, aiuto macchinista, responsabile della diffusione del materiale editoriale, direttore di scena, assistente alla regia, seguendo i due attori anche nelle tournée internazionali. In questo modo apprende direttamente il mestiere in una bottega del Rinascimento: dalla scrittura dei testi alla prima lettura con gli attori, alle prove sul palcoscenico, ai continui cambiamenti dell’opera nel suo divenire.
Nel 1991 debutta con il Mistero Buffo, di cui ormai conosce ogni segreto. Sul modello di Fo, Pirovano porta avanti la tradizione degli antichi narratori e giullari di ogni paese che si servivano soltanto della voce e del gesto per conquistare l’attenzione del pubblico. Nel corso degli anni mette in scena in Italia e nel mondo, dall’Europa all’America all’Asia, all’Africa e all’Australia, alcuni dei monologhi più famosi di Dario Fo, anche in lingua inglese e in spagnolo: oltre al classico Mistero Buffo, rappresenta Johan Padan a la Descoverta de le Americhe, Lu Santo Jullare Françesco e Il Magnifico Ruzzante, Vorrei morire anche stasera se dovessi sapere che non è servito a niente. I luoghi dello spettacolo sono i più vari: teatri, scuole, ville, parchi, università, ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura, piazze, palestre, chiese, centri sociali. Nel corso degli anni affianca alla recitazione la conduzione di seminari e laboratori teatrali per dilettanti, aspiranti attori, scuole e professionisti in tutta Italia e all’estero (Portogallo, Irlanda, Inghilterra, Svezia, Kenia, Canada, Stati Uniti, Palestina, Pakistan, Cina, Singapore, Australia)