Dopo una rapida presentazione della vita e dell’opera di Carlo Lorenzini, in arte Collodi, e in
particolare del suo romanzo Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, del quale si metterà
in luce il messaggio complessivo, alla luce anche della più recente critica letteraria, la conferenza
intende analizzare nel dettaglio la trasposizione cinematografica Pinocchio di Guillermo del Toro,
film che è valso al regista e sceneggiatore messicano, tra gli altri premi, l’Oscar per il miglior film
d’animazione nel 2023.
L’incontro, realizzato con il sostegno del Consolato Generale del Messico
di Milano, vuole essere l’occasione per un momento di scambio culturale tra i due Paesi.
L’intervento ha l’obiettivo di mettere in evidenza gli elementi di continuità e di innovazione tra
l’opera filmica e il romanzo originale, indagando la matrice e il messaggio filosofico che del Toro
vuole consegnarci con la sua opera. Analogie e differenze che si devono innanzitutto alla scelta di
ambientare la vicenda del burattino nell’Italia fascista. Tale ambientazione, infatti, permette al
regista messicano di accentuare valori connaturati nel personaggio di Pinocchio, quali lo spirito
anticonformista, l’opposizione e la sottostante critica a un mondo adulto, caratterizzato dal senso di
autorità, dalla forza e dalla violenza, l’incapacità di fermarsi e bloccarsi in una “forma” e il rapporto
vita/morte, con una attenta riflessione sul senso della vita e della morte.
Si indagherà inoltre la vicinanza del personaggio di Pinocchio con la figura di Cristo, elemento che taluni – forse con
qualche forzatura – hanno ravvisato nel romanzo collodiano, ma che certamente è presente e
fondamentale nell’opera di Guillermo del Toro.