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Collettiva in Civica

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La Biblioteca Civica ospita all'interno delle sue sale una collettiva di dipinti di autori in una contaminazione di cultura e di idee, artisti che con le loro opere rendono omaggio alle arti figurative accanto ai libri della biblioteca.

Sono tutti o quasi autori parmigiani, alcuni giovani, anzi giovanissimi, altri conosciuti da tempo su di un territorio che ha dato certezze al loro operare. Tutti hanno scelto di lasciare una testimonianza del loro lavoro, in alcuni casi definitiva, in altri destinata a una rotazione di opere, in un incontro partecipativo con le sale di lettura fra saggistica, scienza, letteratura per l’infanzia, storia, informatica e quanto una biblioteca può offrire.  

Tecniche diverse dall’olio all’acriclico su tavola o su tela, materiali della contemporaneità come la rete metallica, o recuperati all’antico come il ricamo, si intrecciano in differenti scelte figurative o informali. Letture personali del mondo attuale si susseguono in questo viaggio in biblioteca ricco di fermenti, offrendo un incontro perfetto con i libri. Perché ogni arte si arricchisce delle altre arti in una lettura completa dell’essere umano.

 

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Francesco Barilli
Notte d'agosto sul Po (2019)
cm 100 x 100
Acrilico su legno

 

Poltrone e divani. Rivestimenti in pelli esotiche. Finestre come diaframmi, come cornici o come specchi. Stanze piene di oggetti-simbolo. Umani zoocefali. Città atopiche. Giungle e autobus. Sale cinematografiche. Il surrealismo metafisico di Francesco Barilli, pittore prestato al cinema, parmigiano di casa a Roma, si è presentato con sequenze tra cinema e pittura nell’ultima mostra tenuta a Parma, alla Galleria San Ludovico, una mostra antologica dal titolo quanto mai allusivo, “Dipingere è amare ancora”. Il percorso esaustivo del suo fare pittura delinea il ritorno dell’autore già nei primi anni ’60, alla “figurazione nuova”; rivelando un suo approccio mai ideologico, ma fortemente critico e di denuncia rispetto all’estraniazione e allo svuotarsi dei valori della società.

Metafisica, surrealismo e neo-pop-art in lui si compenetrano in forme e significati nuovi, offrendo una originale meditazione sul rapporto tra realtà e visione, tra interno ed esterno, dove il diaframma può essere una finestra o lo schermo vuoto di un cinema deserto, o la tela stessa, e dove la poetica dell’oggetto abbandonato si associa al simbolismo iconico di forme e idee.

instagram: parmaeilcinema

 

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Valentina Biasetti
Giardino nero (2020)
cm 90 x 110
Matita e acquerello su tela

 

Valentina Biasetti è nata a Parma nel 1979. 

Ha frequentato l’Istituto d’Arte Paolo Toschi di Parma, diplomandosi in Grafica Pubblicitaria. Dopo un anno trascorso in uno studio grafico, la sua passione per il disegno l’ha portata a vagare per le strade dell’arte. Per questo, quando qualcuno le chiede qual è la sua professione, risponde: Independent Walker. 

Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Il Diploma di Laurea arriva nel 2005 con l’attestato finale di 110 e Lode portando come tesi il Libro d’Artista da lei redatto, intitolato STANZE SEGRETE che con una serie di disegni e un breve scritto narra di un viaggio immaginario in cui Valentina viene accompagnata dalla poetessa Emily Dickinson.

Nel  2017 “WE ART OPEN” Treviso. Vincitore del premio speciale Basament Project Room. Dal 2002 ha inizio l’attività espositiva con la mostra collettiva “Prime pagine, un esordio” a Modena, curata da Giovanna Caimmi e Davide Benati, successivamente, nel 2004 viene selezionata per “Quotidiana04” al Museo Civico di Padova e partecipa alla XIX edizione del premio Morandi alla GAM di Bologna. Nel 2016 la prima mostra personale. 

Nel febbraio del 2017 vince il premio Basement Project Room per il concorso We Art International di Treviso. È presente in alcune fiere dal 2017. 

 

Le figure che Biasetti disegna su carta o su un lenzuolo con angoli si muovono nella solitudine di uno spazio vuoto, relativo solo al colore, al gesto pittorico o alle costruzioni geometriche. 

Pieni e vuoti sono un tentativo di contatto e dialogo tra le figure che cercano un’intima comprensione tra loro rimanendo sospese in una scala temporale, come se fossero istantanee scattate in momenti diversi che trovano pretesto di vicinanza solo nell’immaginazione: un ponte immaginario per un posto chiamato “Altrove” dove da subito dimostra una spiccata attitudine verso il disegno in bianco e nero, questa caratteristica, mai abbandonata, sarà da sempre il punto fondamentale attorno a cui ruota tutta la sua ricerca artistica contemporanea. 

 

www.valentinabiasetti.it
instagram: valentinabiasetti

 

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Max Blu Bluxm
Solar System (2020)
cm 230 x 350
Acrilico su legno

 

Max Blu, “Bluxm” nasce a Carrara (MS) nel 1989 e successivamente si trasferisce a Parma, città in cui vive. Nel 2010 consegue il Diploma di “Maestro d’arte” presso il Liceo Statale P. Toschi.
Dopo il diploma di grafica decide di avvicinarsi all’approccio contemporaneo frequentando gli artisti e i luoghi culturali della città di Parma e Milano forte degli insegnamenti che avrebbe potuto ricevere. Affascinato dalle forme e dal neo-plasticismo e dall'approccio contemporaneo all'arte inizia così ad intraprendere la propria ricerca artistica partecipando a varie collettive, creando workshop e gruppi artistici, con l’intento di confrontarsi ed evolvere il proprio lavoro.

Sempre alla ricerca di un linguaggio che renda le sue opere diversamente interpretabili da ognuno, quindi prive di qualsivoglia riferimento di genere etnico e socio culturali. L’artista pensa alla geometria come ad un alfabeto i cui caratteri possono combinarsi creando immagini capaci di andare oltre la parola scritta d interagire con i nostri archetipi personali.
Nella sua estetica, forma e materia diventano un’immagine codificata dal nostro cervello tramite un processo di riduzione della figura nei suoi elementi geometrici primari, così da fare leva sulla capacità innata dell’uomo di riconoscere forme familiari nelle strutture che lo circondano.
Le forme ed i colori vengono fusi in insiemi apparentemente bidimensionali capaci di ricreare l’illusione di un corpo solido e tridimensionale che inducono l’osservatore ad interpretare la figura in modo attivo lasciandosi trasportare dalle sensazioni.
L’opera diventa così in grado di creare un ponte comunicativo tra essa e lo spettatore che si vedrà inconsciamente costretto a sollecitare ricordi ed emozioni necessari per il completamento dell’opera stessa.

instagram: blu.xm

 

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